Il gioco d’azzardo: dal passatempo alla dipendenza (2 aprile 2005)[A cura della Dott.ssa Giulia della Torre di Valsassina] Non si può datare un momento preciso nella storia dell'uomo da cui far iniziare la pratica del gioco d'azzardo. Di fatto, dai reperti archeologici, troviamo testimonianza di questa pratica nell'antico Egitto fin dal 4000 a .c.. Il gioco dei dadi e delle corse con i carri sono tra le prime testimonianze. È lecito pensare quindi che il gioco d'azzardo sia nato con l'umanità stessa. Il pubblico del gioco d'azzardo raccoglie attualmente circa l'80% della popolazione adulta ed esso può essere diviso in 4 grandi settori:
Da ricerche effettuate recentemente risulta che è diffuso anche tra gli adolescenti nella misura del 10 % ed in generale è motivato in questo modo:
C'è ancora molta disinformazione circa il gioco d'azzardo e in particolare per quanto concerne il giocatore patologico. Il gioco d'azzardo è una malattia grave: secondo il DSM-IV è una MALATTIA COMPULSIVA – PROGRESSIVA anche se dalla maggioranza della gente comune è considerato ancora un “brutto vizio”. Qualcosa si sta movendo in questa direzione e fa crescere la consapevolezza di questo problema che per molti diventa veramente un inferno dal quale è difficilissimo uscire. Un inferno nel quale è trascinata tutta la famiglia con danni non solo personali, ma anche sociali. Un inferno che può portare al suicidio o può trasformare una persona serena e ben integrata in un ladro o un truffatore, se non addirittura in un assassino. Non possiamo essere contrari al gioco solo perché si temono i guasti della patologia dello stesso; sarebbe come essere contrari alle effusioni amorose perché si temono le malattie veneree. Tuttavia bisogna costruire una cultura del gioco che metta in guardia dai rischi e dalle patologie. Non è detto che un giocatore occasionale debba diventare un giocatore patologico; però per qualcuno, quelle quattro categorie possono diventare quattro passi drammatici verso l'incubo. Invia un commento sulla relazione alla Dott.ssa Giulia della Torre di Valsassina |